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martedì 21 settembre 2010

Rassegna stampa

Anche per quest'anno ce l'abbiamo fatta.
Il Festival è finito e mi ha lasciata piacevolmente esausta con due occhiaie talmente nere che se iniziassi a nutrirmi di bamboo il WWF potrebbe mettermi tra le specie protette.
A parte le questioni puramente artistiche come muri fatti di cartone, donne-cavallo, feste con anziani romagnoli che ballano il valzer ed altre amenità molto "contemporanee", la cosa migliore è senz'altro l'umanità che si incontra.
Il cuoco della mensa inglese trapiantato a San Zaccaria maestro di tai-chi e meditazione.
La stagista lesbica con la maglietta "Froce sempre fascisti mai".
I fricchettoni pugliesi che vivono nella comune ma non vogliono condividere la stanza con altri artisti.
La signora ultrasessantenne ossigenata che viene a vedere una performance di Antonio Rinaldi e poi mi ammorba per mezz'ora chiedendomi ossessivamente "ma perché non ballano?".
Come direbbe un mio amico, son cose.

2 pensieri:

Wilkie ha detto...

"La stagista lesbica con la maglietta «Froce sempre fascite mai»".

Queste son cose.

Vorrei conoscerla.

Così, per dire insomma.

W.

Hutch ha detto...

se vuoi te la presento