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lunedì 19 marzo 2012

Hutch è una giovane marmotta

Quando ero piccola mi feci regalare da mia zia "Il libro segreto degli gnomi", un'imprescindibile pubblicazione per le fan di David gnomo e per le apprendiste giovani marmotte.
Leggendo quelle pagine fantasticavo sul diventare una specie di fata dei boschi/sherpa capace di costruire una casa multipiano all'interno di un tronco d'albero e parlare con le volpi.
Il mio meraviglioso immaginario fanciullesco, però, si scontrava con una pigrizia atavica che mi faceva guardare con orrore le gite nei boschi che prevedessero sveglie all'alba e lunghe marce e preferire passatempi più pop come ingozzarmi di tv, giocare a pallavolo e poltrire in spiaggia tutta l'estate.
Crescere non mi ha reso più atletica, ma mi ha fatto seriamente ripensare alla natura e alle sue bellezze, nonché alla reale fattibilità delle case nei tronchi d'albero.
Visto che di alberi e paesaggi naturali non so molto, la cosa che più mi affascina è avere la possibilità di avvistare animali selvatici. In maniera un po' rozza ho sempre pensato che per vedere una fauna interessante occorresse percorrere parecchia strada, mai avrei pensato che a una manciata di km da casa mia avrei potuto fare degli incontri così emozionanti.
Prima tappa è stata, qualche settimana fa, la Pineta di Classe alla ricerca dei daini che la abitano. Naturalmente ho scoperto solo mesi fa che in pineta scorrazzano dei daini, che pare siano stati introdotti pochi decenni fa quando sono scomparsi i cervi a causa della caccia ed i miei intelligentissimi concittadini si sono detti "vabbè, mettiamoci i daini che tanto sono uguali".
Di daini non ne abbiamo visti, anche perché una chiassosa comitiva di 20 persone non è l'ideale per avvistare animali selvatici. Però abbiamo trovato un sacco di tracce del loro passaggio: cacche, peli, rami smangiucchiati. Il tutto devotamente documentato da foto ricordo.
ciuffo di peli di daino
Ortazzo - Pineta di Classe
La settimana dopo, orami presa dalla fotta dell'escursionista, ho trascorso la domenica alla Pineta San Vitale, a nord della città di Ravenna, dove non era previsto nessun incontro particolare ed invece abbiamo incrociato una mandria di cavalli selvaggi che vivono da quelle parti e che sembrano essere ben felici di farsi accarezzare e dare da mangiare dai passanti. Io non sapevo che esistessero ancora cavalli servaggi, o almeno non al di fuori delle praterie e di certo non a 100 metri dalla statale Romea. Anni di Super Quark non mi sono serviti assolutamente a nulla.

la mia amica ha la chioma abbinata al mantello del cavallo
Ieri io, la mia amica Carlotta ed il suo barboncino Ettore (un cane più da aperitivo in centro che da trekking) siamo andate nelle Valli di Comacchio con una missione: vedere i fenicotteri rosa che negli ultimi anni sono tornati ad abitare quelle zone.
I fenicotteri sono rosa perché mangiano un particolare tipo di gamberetto che ne modifica la pigmentazione delle piume, sono animali molto schivi (infatti dopo che siamo passate molti sono andati via benché fossimo abbastanza lontane) e quando volano via sono davvero maestosi. E poi come non si fa a non adorare un animale rosa!
Per non farci mancare nulla abbiamo incontrato altri cavalli selvatici ed una simpatica signora che ci ha insegnato come raccogliere gli stridoli selvatici e come cucinarli.

cavalli selvaggi

barboncino molto stanco

1 pensieri:

Pelo ha detto...

se ti sposti una 20ina di chilometri nell'entroterra sopra cesena e facile vederli i daini o bambi o caprioli . spesso li incontro ed osservo mentre magnificamente scappano arrampicandosi sulle colline.
fantastici .
Ciao
andrea pelo di giorgio - cervia
@andigio-pelo